Buonasera a tutti!
Stamattina stupendo giro... purtroppo in solitaria, ma in questo periodo non riesco a programmare con anticipo il weekend percui è andata così... speriamo la prossima di poter condividere questi momenti con amici biker!
cmq... ore 6,15 sveglia, 5 minuti per capire chi e dove ero e poi giù dal letto, colazione, tempo di preparami e via in macchina fino a Leffe, temperatura esterna -3°, ma si vai ormai son qui, devo solo riuscire ad aprire la portiera della macchina e vincere i primi secondi di freddo! Preparazione bici e biker quasi istantanea e alle 7,15 si inizia a salire, destinazione rifugio Parafulmine.
L'aria è gelida, fortuna che la strada ci mette poco a far salire la temperatura corporea, tant'è che al rondò dove inizia la vera salita verso il monte Farno pausa per alleggerire il vestiario.
Con ritmo regolare inizio a salire e verso metà ecco arrivare l'alba che offre panorami e colori degni di parecchie pause fotografiche (tanto son da solo e non devo far aspettare nessuno!).
Pausa caffè lampo al bar dopo la colonia per non raffreddarsi troppo e via che si prosegue sulla cementata, l'ultimo tratto ghiacciato mi costringe a passare dal prato laterale con non pochi smadonnamenti per salire.
Arrivato nella conca del Farno inizio a preoccuparmi per la salita al rifugio, visto che resta tutta all'ombra ed è probabile che sia ghiacciata pure quella, invece no neve compatta perfetta! Si sale meglio che d'estate con il fondo sassoso! Pausa tè caldo al rifugio, due chiacchiere con il rifugista e qualche camminatore, cambio abiti asciutti per la discesa e si riparte verso la cappelletti dei morti, e Malga Fogarolo, discesa ai campi d'avene e qui mi viene in mente di scendere dritto a Gandino senza passare dalla Malgalonga percorrendo il sentiero 548. Protezioni indossate e via, sentiero che non conosco percui massima cautela, anche perché il primo tratto oltre ad essere bello tosto ha alcuni tratti con lastre di ghiaccio da fare a piedi, il sentiero è del tipo pietraia smossa, ma il freddo e il nevischio lo rendono abbastanza compatto, sempre difficile ma credo meno che a farlo d'estate. Il sentiero finisce su una cementata in discesa con pendenze di tutto rispetto che arriva fino a Gandino, questo tratto di strada è parecchio suggestivo per la vista sulla valle che si percorre, stretta e profonda, è un tratto molto lungo in cui si perde parecchia quota, si può cercare se c'è qualche alternativa passando nel bosco anche se i paesaggi non fanno rimpiangere il tragitto scelto.
Arrivo alla macchina alle 11,15 in perfetto orario!
Giornata ciclistica da incorniciare!
Qui le foto:
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